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Grazie per avermi contattato, spero di vederti presto qui sotto 😉

Adeguare il sito con il Google Consent V2

Con Marzo 2024 per continuare a pubblicizzare in modo efficace con le piattaforme Digitali quali Google Ads e Facebook Ads (Meta for Business) è necessario adeguarsi alla Digital Markets Act (DMA).

 

La nuova tecnologia Google Consent Mode V2 oltre che ad ottemperare a quanto richiesto, offre una grande opportunità per migliorare il tracciamento delle conversioni, quindi le performances delle campagne attualmente attive, è una grande occasione per fare la differenza.

 

Misurare la resa di una campagna, così come continuare a fare analisi dei dati è fondamentale per ottimizzare il Digital Marketing, con il consenso dell’utente grazie a Google Consent Mode V2 sarà possibile tracciare tramite cookie (Modalità Base)  mentre in caso di mancato consenso sarà comunque possibile tracciare i dati con un nuovo metodo cookieless (Modalità Avanzata) SEMPRE nel rispetto dell’utente e delle normative.

 

L’implementazione del Google Consent Mode di solito è attuata tramite un Consent Management Platform (CMP) di terzi + l’utilizzo di Google tag Manager per la configurazione di tutti i Tag di monitoraggio e conversione.

 

Con un lavoro fatto bene, oltre che ad essere in regola con le vigenti normative, sarà possibile monitorare qualsiasi tipo di conversione derivata dal Digital Marketing: telefonate, contatti via WhatsApp, invio di form, acquisti, valore di acquisto, click su qualsiasi elemento, ecc. Anche la raccolta dei dati ai fini analitici verrà coinvolta per una misurazione più appropriata.
Tecnicamente le 2 novità di Google Consent mode V2 sono:
  • l’introduzione di 2 nuovi paramenti (ad_personalization e ad_user_data) oltre a quelli già previsti nella prima versione (analytics_storage e ad_storage)
  • la modalità avanzata, che consente l’invio di informazioni aggregate e non identificative in modalità cookie free (senza l’uso di cookie) attraverso la tecnologia del ping.

 

Web Design

Alcuni Esempi

Web Design

Ti piace come lavoro?

Conosciamoci

Per me è un piacere immenso affrontare nuovi progetti, chissà come sarà il tuo?

Perché alcuni siti non hanno il Banner per il consenso dei Cookie?

Alcuni siti, pochissimi, non presentano il fastidioso e spesso inutile banner dei cookie perché sono stati realizzati da web developer che hanno attuato quello che semplicemente il GDPR e la normativa in materia di privacy del Garante permettono di fare. Infatti il regolamento prevede l’esonero del banner se il sito non presenta alcun tipo di cookie, se presenta solo cookie tecnici o analitici di prima parte, se ci sono cookie analitici di terze parti ma con scarso potere identificativo. Ecco se il sito viene realizzato con queste condizioni si può evitare di mettere il “fastidioso banner” che il più delle volte viene invece messo (anche se non serve) per attuare invece la “regola della pezza larga” ovvero a scanso di equivoci si preferisce creare un adempimento in più piuttosto che informarsi, capire, studiare il regolamento. Eppure è tutto molto chiaro come è evidente anche dalla seguente infografica del Garante delle privacy:

Ecco perché la maggior parte dei siti che realizzo non presenta il cookie banner e se tutti attuassero ciò che realmente è previsto almeno l’80% dei siti non avrebbe il fastidioso banner, ma come accennato l’ignoranza vince sempre pertanto ci ritroviamo con un web intriso di richiesto di consensi inutili che oltretutto mettono sullo stesso piano un sito innocuo e un sito aggressivo dal punti di vista del marketing, dove al consenso (ormai privo di valore) vengono installati tonnellate di cookie di profilazione. L’altro aspetto tremendo che gira intorno a questo argomento è il terrorismo di certe agenzie il quale è loro interesse proporre soluzioni (a pagamento) per “regolarizzare” il sito oppure di concorrenti sleali che fanno leva su questo aspetto per mettersi in buona luce approfittando anche dello smarrimento in materia di privacy del proprietario del sito.

Quindi ricapitolando, i siti web realizzati da Diego Giuriani che non presentano alcun banner sono in regola con la normativa e non ve alcun motivo di preoccuparsi, se hai un sito web assicurati con il tuo web master di avere veramente la necessità del banner e se vi sono le condizioni per toglierlo. Sarebbe auspicabile vedere il banner solamente dove è necessario così da creare maggiore consapevolezza negli utenti che visitano determinati siti i quali stando sempre alla normativa dagli ultimi aggiornamenti della GDPR, l’utente avrebbe il diritto di poter scegliere quali cookie vedersi installato, ma questo è un altro capitolo.

FOTOGRAFARE A 360° CON GOOGLE

Era autunno del 2014 quando ho scoperto il programma Google Business View, un comparto di Google riservato a professionisti selezionati che potevano proporsi alle attività commerciali per realizzare i famosi tour virtuali a 360°, quelli che normalmente in quel periodo eravamo abituati a vedere sulle strade di Google Maps. Davvero esisteva una selezione con tanto di esame e la domanda era possibile farla solamente per operare in una singola nazione, io avevo deciso di farlo sia per l’Italia ma anche per la vicina Svizzera, giusto per avere più possibilità di ottenere la certificazione. Alla fine ho ottenuto il via libera per la Svizzera, così il passaggio successivo era l’investimento dell’attrezzatura obbligatoria: macchina reflex, obbiettivo grandangolare, il nodal ninja per tenere in asse l’obbiettivo, il cavalletto, la borsa e una serie di dispositivi per la manutenzione e la pulizia, insomma un paio di mille euro che prima di iniziare erano più un deterrente sulla nuova impresa, piuttosto che un incentivo. Infatti ricordo un sacco di dubbi quando Fotocolombo di Merate mi presentò il conto. Per ottenere la certificazione dovevo eseguire 10 Tour senza errori, il primo l’ho effettuato presso Pedroni a Vicosoprano, credo di averci messo 2 giorni tra riprese e montaggio, mi ricordo la tensione era altissima. Si usava un programma obsoleto realizzato con Sales Force di cui Google aveva fornito le credenziali per ciascun fotografo, dovevamo inserire tutti i dati del Business, codici (Cid) che non si trovavano, sembrava fatto all’italiana, infatti poi poco dopo lo hanno estinto (o forse venduti all’inps). Poi si montavano le panoramiche (stitching) si oscuravano (blur) le targhe e i volti, si creava il tour e poi si caricava sui server di Google in attesa che di un giudizio. Da quel momento è stato un tour in tutti i sensi, ho iniziato a martellare l’Engadina spingendomi fino a Scoul, poi d’estate con il passo dello Spluga aperto arrivavo fino a Coira e una volta ho avuto anche un bel lavoro a Zurigo. Facevo talmente tanti servizi che in pochi credo che facevano, ragion per cui ho avuto il piacere di ricevere un invito esclusivo allo Street View Summit 2016 di Amsterdam, un invito esteso a un centinaio di fotografi certificati provenienti da tutto il mondo. Un esperienza bellissima che mi ha dato modo di conoscere altri colleghi italiani di cui tutt’oggi tengo i contatti. La cosa sorprendente del Summit è stata la location, l’indirizzo riportava la banchina di un porto a nord di Amsterdam, all’inizio c’era il dubbio che avevamo sbagliato qualcosa, ma tutti arrivavano li e alla fine è arrivata anche la venue, ovvero una enorme chiatta che di li a poco ci avrebbe portato a spasso per i canali maggiori. All’interno della chiatta c’era un auditorium dove si è tenuta la conferenza mentre sul ponte avevano allestito l’after party ben rifornito. Purtroppo fu l’inizio della fine del programma “serio” da quel punto sparirono le esclusive dei fotografi certificati e tutte le restrizioni per le ammissioni, in sostanza chiunque poteva fare foto e caricare, con qualsiasi mezzo e dispositivo abile a fare foto a 360°. Google aveva deciso di puntare alla quantità e non più alla qualità. Per me come per altri che continuavano a offrire il servizio in modo professionale e con attrezzature idonee poco cambiò, anzi era ancora più evidente la differenza tra chi faceva il servizio professionale rispetto a chi lo faceva in modo amatoriale. Inoltre io da quel momento potevo lavorare finalmente anche in Italia, dove un sacco di miei clienti mi stavano aspettando. Ho continuato a fotografare svariate attività e al momento che sto scrivendo, (Aprile 2020) ho caricato più di 2000 foto che hanno totalizzato quasi 10 milioni di visualizzazioni.

Un servizio che a me piace molto: ARREDAMENTO E DESIGN , quello fatto più in quota a 2400 slm: RIFUGIO SASSAL MASONE quello che ha ricevuto più visite (quasi 1 mio): PIAZZA CAVALLI PIACENZA quello a me tanto caro: VALLE DEL DROGO .

 

 

Io uso WordPress

I proudly develop with wordpress

Realizzo e sviluppo i miei siti con WordPress e ne vado fiero. WordPress è una piattaforma di gestione dei contenuti web (CMS) che ad oggi consente anche di creare siti internet di qualsiasi calibro. Il core di WordPress è sviluppato e aggiornato con il concetto di OpenSource, ovvero significa che in ogni istante c’è qualcuno nel mondo che sta lavorando per migliorare il codice, per questo è una piattaforma in continuo aggiornamento. Quindi dietro al software ci sono le persone, il pezzo forte di WordPress, LA COMMUNITY, di cui io personalmente ne sono parte attiva dal 2015 con il mio primo Contributor Day & WordCamp Europe di Siviglia. Al Contributor Day ci si trova fisicamente con la Community per lavorare insieme su settori diversi che compongono WordPress ( core, accessibilità, ux, traduzioni, supporto, mobile, theme review). Il WordCamp invece è una manifestazione in stile conferenza dove in una o più sale si tengono dei talk di argomenti specifici che riguardano tutto ciò che gira intorno a WordPress.

Anche in italia esiste una Community WordPress molto attiva che si manifesta direi settimanalmente con i meetup zonali e periodicamente con i WordCamp nazionali e relativi Contributor Day.

Il primo Contributor Day in Italia si è svolto a Milano il 7 Novembre 2015. Poi in Aprile 2016 è venuto il momento del primo WordCamp italiano degno di essere chiamato WordCamp tenutosi a Torino ( nel 2013 a Bologna c’è stata una manifestazione direi in fase beta, non proprio riuscita), a Ottobre 2016 il WordCamp di Milano, poi ancora Torino 2017 e ora è in vista la preparazione del primo WordCamp di Roma previsto per fine 2017/inizio 2018.

Attualmente all’interno della Community di WordPress mi occupo di User Experience e traduzioni di temi e plugin con il team di Polyglots. Faccio inoltre parte del Team Buddypress di Londra.

 

E’ tempo di Ecommerce

I tempi e i costi per essere online con un ecommerce sono più che maturi, sempre più acquisti vengono effettuati online e oggi avere un’ecommerce ha circa lo stesso costo di un semplice sito web realizzato 10 anni fa. Per questo motivo un qualsiasi retail dovrebbe pensare di investire un sito ecommerce, ma non solo per vendere online ma anche e sopratutto per rafforzare le vendite in-store. Gli stessi articoli pubblicati infatti possono andare a comporre un catalogo online della propria offerta commerciale fruibile ovunque e 24/24 anche da potenziali utenti locali. Inoltre gli articoli possono diventare facilmente oggetto di pubblicazione e condivisione sui canali social.

 

 

 

SITI ECOMMERCE SONDRIO

Realizza il tuo sito Ecommerce a Sondrio in Valtellina con l’aiuto di Diego Giuriani.

Giorno della sicurezza Online

saferOggi, 7 febbraio 2017, è il Safer Internet Day 2017, la giornata mondiale dedicato alla sicurezza online per promuovere un uso più sicuro e più responsabile della tecnologia connessa alla rete ( pc, tablet e smartphone) con un’attenzione particolare alla sicurezza per i bambini ma rivolta essenzialmente a tutti gli utenti di internet. In italia l’evento è promosso da Generazioni Connesse.

 

 

IL MIO CONSIGLIO SULLA SICUREZZA ONLINE

Un consiglio sempre attuale che non mi stancherò mai di ripetere è relativo alle password: bisogna sempre scegliere delle password abbastanza complesse che non significa per forza difficili da ricordare, il trucco sta proprio nel trovare un sistema che ci consente di associare parole, numeri, frasi ai servizi protetti da autentificazione e di ricordarcele. Resta ovvio che se effettuiamo una autentificazione da un dispositivo non di nostra proprietà, alla fine della sessione bisogna ricordarsi di effettuare la disconnessione (logout).

 

LO SAPEVI CHE OGGI PUOI OTTENERE 2GB DI ARCHIVIAZIONI GRATIS?

Se sei un utente Google e usufruisci del suo spazio di archiviazione gratuito di 15 GB, oggi ( e solo oggi) grazie alla giornata dedicata alla sicurezza online, Google regala 2 GB di archivio addizionali se si effettuano i passaggi di verifiche di sicurezza del proprio account. Sicuramente è una campagna voluta per sensibilizzare gli utenti in materia di sicurezza online ma è anche un’occasione per familiarizzare con gli strumenti di archiviazione di google (drive, foto, gmail).

 

Per ottenere i 2GB gratuiti clicca QUI ed esegui i passaggi di verifica richiesti da Google

(valido solo il giorno 7 febbraio 2017).

 

Diego

Certificato di sicurezza SSL e indicizzazione SEO

Gennaio 2017, un nuovo “must do” per i siti web, il certificato di sicurezza SSL per rendere la connessione, in modo particolare lo scambio dei dati tra l’utente e il sito, anche se per la maggior parte dei siti i benefici sono più sul lato seo che sul piano della sicurezza.

Ma che cos’è un certificato di sicurezza?

Un certificato di sicurezza SSL è sistema per criptare i dati da e verso il server dove è installato il sito web attraverso una chiave di sicurezza più o meno complessa e con diversi gradi di certificazione.

Quali sono i vantaggi?

Eventuali dati sensibili trasmessi da e verso il sito viaggiano nella rete in modo riservato ovvero non in chiaro poiché sono criptati. Perciò vengono tutelati gli utenti dei siti dove vengono raccolti dati personali quali ecommerce, servizi di booking online, siti istituzionali, home banking.

Per quanto riguarda invece i tradizionali siti brochure aziendali i vantaggi in termini di sicurezza slittano in secondo piano, piuttosto i vantaggi si riversano in termini di una migliore indicizzazione dopo che Google (Gennaio 2017) ha annunciato di aggiungere come elemento di valutazione per il ranking, la presenza o meno di un certificato di sicurezza valido.

Come si riconosce un sito web con certificato di sicurezza?

Se un sito web non ha un certificato di sicurezza, lo stesso browser indica sul lato sinistro della barra degli indirizzi un punto esclamativo con una nota che indica la connessione non protetta. Ma è più facile riconoscere un sito protetto da certificato di sicurezza in quanto sempre nella barra degli indirizzi a sinistra appare un lucchetto con la scritta Sicuro e l’indirizzo url del sito preceduto dalla scritta https://. Di fatto la “s” finale di http è l’elemento distintivo di un sito installato con un certificato di sicurezza.

Ecommerce Makita

 

 

Progetto di vendita online prodotti Makita, sito ecommerce
Questa è la storia di Iciam, una piccola azienda situata a nord dell’Italia: Iciam è una ditta specializzata in vendita e assistenza di macchine perforatrici e motori elettrici. Sono stato coinvolto nella loro attività nel dicembre 2014, quando i proprietari mi hanno chiesto di aiutarli a costruire una piattaforma di e-commerce per cercare di vendere la loro merce online. Normalmente costruisco siti web con WordPress e Woocommerce è stata la risposta per Iciam, quindi in un paio di mesi il progetto era pronto per essere lanciato e cominciammo a vendere i primi prodotti nel febbraio 2015. Il primo passo è stato lavorare duro sul Seo e sul raggiungere un posizionamento organico anche se il secondo passo era incondizionatamente la strategia di pay per click tramite la piattaforma adWords e Google Shopping. Così Iciam inizia a vendere in modo serio e ci siamo concentrati su come crescere ancora, ottimizzando il budget, migliorando il design con la personalizzazione dei layout per cercare di essere vicini alle esigenze dei visitatori e per vedere aumentare le conversioni.
Questa soluzione di e-commerce rappresenta per me un esempio di metodo personalizzato per la vendita online che va oltre il design e ha comportato un buon mix di web marketing, funzionalità, accessibilità e ovviamente design. Questo ha avuto successo.

Post realizzato per Woocommerce Developers Conference OCTOBER 19 & 20 • SEATTLE, USA

English translation

This is the story of Iciam, a small company located in northern Italy: Iciam is a company specializing in the sale and servicing of drilling machines and electric motors. I was involved in their business in December 2014 when the owners asked me to help them build an e-commerce platform to try and sell their merchandise online. I usually build websites with WordPress and Woocommerce was the answer for Iciam, so in a couple of months the project was ready to be launched and we started selling the first products in February 2015. The first step was to work hard on SEO and achieve organic placement even if the second step was unconditionally the pay per click strategy through the adWords and Google Shopping platform. So Iciam begins to sell seriously and we focus on how to grow again, optimizing the budget, improving design with layout customization to try to be close to the needs of visitors and to see increased conversions.

This e-commerce solution is for me an example of a personalized online sale method that goes beyond design and involves a good mix of web marketing, functionality, accessibility and of course design. This has been successful.

Post written for Woocommerce Developers Conference OCTOBER 19 & 20 • SEATTLE, USA

 

Windows 10 Opinioni

Recensione Windows 10

windows 10

Dal punto di vista grafico, Windows 10 si presenta con una nuova interfaccia che risulta essere il compromesso tra il funzionale Windows di sempre e la coraggiosa innovazione “metro” con le mattonelle introdotta con le versioni 8 e 9.

 

Le performance crescono ancora e si avvicinano a quelle del Mac, quindi più velocità.

 

Ci sono parecchi nuove funzione, oltre alla rivisitazione del menù start c’è un centro notifiche/controllo attivabile dalla barra degli strumenti in basso a destra; sempre in basso a destra la “tablet mode” che consente di trasformare l’interfaccia desktop in interfaccia tablet e viceversa.

 

Altra novità è Cortana, l’assistente vocale di Windows, utile specialmente per per i Windows Phone, ma siccome il sistema opertativo è il medesimo lo si trova dappertutto.

 

Multidesktop anche per Windows, quindi con la possibilità creare più desktop di lavoro e di passare da una all’altro.

 

Un’altra grossa novità è il Browser rinnovato anche nel nome, Explorer diventa Edge e presenta nuove funzionalità molto simili a quelle di Chrome.

 

Va in pensione il pannello di controllo e viene sostituito da un più generico Setting.

Windows 10 è disponibile come aggiornamento gratuito ed è supportato dal 99% dei pc commercializzati negli ultimi 2 anni che hanno almeno 2gb di ram.

 

Il video che segue (del pseudo fratellino di renzi) spiega in modo conciso, dettagliato e anche simpatico le nuove funzionalità di Windows 10.

 

 

Perchè tutti i siti chiedono il consenso all’utilizzo dei Cookie?

Ma sopratutto cosa sono i cookie?

 

cookiesI cookie sono dei file di testo di piccole dimensioni che si installano sul browser dell’utente ogni volta che visita un sito. Sono stati definiti 2 tipi di categorie di cookie, quelli tecnici strettamente necessari al funzionamento del sito e quelli di profilazione più precisamente utilizzati per identificare le preferenze e i gusti degli utenti. I cookie di profilazione servono esclusivamente a scopo di marketing e vengono utilizzati specialmente dai potenti della comunicazione internet ( Google, Facebook, e altre grandi agenzie del settore) al fine di veicolare in modo più contestuale possibile i loro messaggi pubblicitari.

Dal 4 Giugno 2015 è entrata in vigore anche in Italia la Cookie Law, la legge europea che definisce gli obblighi per i titolari dei siti web di informare dell’utilizzo dei cookie sul proprio sito web e in alcuni casi viene richiesto anche il consenso da parte dei visitatori ad installare determinati tipi di cookie sul proprio browser. Il principale scopo di questa normativa sarebbe quello di tutelare la privacy degli utenti, infatti in Italia la legge è stata recepita e attuata dal garante della privacy, ma i dubbi sulla sua utilità in merito sono moltissimi.

I primi ad essere stati messi in subbuglio sono i titolari (gestori) dei siti web che in modo frenetico e repentino hanno iniziato a cercare di attualizzare quanto richiesto dal provvedimento del garante dando inizio all’invasione del onnipresente banner informativo.

Dall’altra parte gli utenti hanno iniziato a convivere a ogni sito che visitavano con questo “strano messaggio” che il più delle volte scompare appena si scrolla la pagina o  al massimo viene chiuso manualmente cliccando sulla x se presente e se proprio sul tasto ok (non tanto per acconsentire ma per levarselo.. dalla vista).

Ma qualcuno che clicca sull’informativa estesa per leggerla con cognizione ci sarà?

Di fatto si verifica che gli utenti baypassano i banner poichè a loro interessa navigare e i big della comunicazione internet continuano a fare quello che hanno sempre fatto, anzi più forti di prima, ora con il consenso passivo degli utenti.

Secondo il Garante della Privacy questo è il metodo più efficace per preservare la privacy degli utenti, mettendo gli utenti del web di fronte a un mare di aria fritta e lasciandoli di fatto in una situazione di smarrimento totale, perché appunto di questa storia chi c’ha capito nulla sono stati proprio gli utenti.

 Se si aveva veramente a cuore la privacy delle persone bastava fare comunicazione, marketing a 360°, informare magari attraverso gli stessi canali persuasivi, magari proprio attraverso l’utilizzo dei cookie. La campagna avrebbe semplicemente potuto avvisare che attraverso l’utilizzo di internet i siti possono installare nei nostri browser dei cookie che servono anche per controllare i nostri gusti e di conseguenza fornirci delle pubblicità sempre più mirate ma che se la cosa non ci sta bene possiamo anche cancellare e gestire i cookie da qualsiasi browser oppure scegliere una navigazione in incognito per essere sicuri di essere immuni da qualsiasi cookie che ci voglia perseguitare, firmato il garante e buonanotte, senza tante rotture di banner e chilometri di parole abbandonate.

PAGARE CON GMAIL

Presto anche in Italia sarà possibile effettuare pagamenti tramite Gmail attraverso la piattaforma di gestione del credito di Google Wallet.

 Sarà semplice come allegare un file, infatti attraverso una funzione simile la mail sarà in grado di trasferire importi di denaro a chiunque vogliamo.
Il credito viene prelevato dal conto Google Wallet del mittente e il destinatario può decidere se ricevere l’importo sul proprio conto Google Wallet oppure incassare direttamente trasferendolo direttamente sul suo conto.

Google Wallet ti consente di memorizzare in modo sicuro i dati di pagamento nel tuo account Google in modo da non dover inserire i dati di fatturazione e di spedizione ogni volta che fai acquisti online. Accedi e paga velocemente quando vai alla cassa sui siti dei commercianti online e nelle applicazioni Android che accettano Google Wallet. Puoi anche inviare e ricevere denaro in tutta sicurezza sul Web o tramite Gmail a/da chiunque negli Stati Uniti attraverso un account Wallet.

Se hai utilizzato Google Checkout in precedenza, disponi già di Google Wallet. Questo servizio è disponibile in molti Paesi, controlla qui se è disponibile nel tuo.

 

More info su Pagare con Gmail

Inviare denaro con Gamil

Sito Per Telefono – Mobile Friendly

Creazione sito per telefonoOltre ad una questione di usabilità, ora diventa anche una questione di visibilità quella di avere un sito che si adatta ai telefoni ( sito responsive), infatti Google ha annunciato nei suoi blog destinati agli sviluppatori che dal 21 Aprile 2015 l’algoritmo che genera i risultati nel motore di ricerca subirà un importante cambiamento.

La grossa novità è che Google valuterà moltissimo i siti di ultima generazione capaci di adattare il proprio design ai vari dispositivi (smartphone, tablet, …) con delle conseguenze nei risultati proposti nelle ricerche (serp).

Aggiornare un sito rendendolo adattabile ai vari dispositivi significa prima di tutto rispondere alla domanda in evoluzione di utenti che utilizzano sempre più smartphone per navigare, a tutt’oggi circa il 45% degli accessi avviene proprio da dispositivi diversi da pc. Ora considerando anche la volontà di Google di mantenere alto il livello di qualità del proprio servizio, per lo più rivolto a rispondere in modo adeguato alle esigenze del pubblico, risulta necessario anche ai fini del web marketing adeguare il proprio sito con una versione Mobile Friendly.

Pertanto chi non avesse ancora provveduto ad aggiornare il proprio sito per questioni di usabilità oggi ha un ulteriore motivo per farlo.

Per info e consigli su come adattare il proprio sito a mobile, diegogiuriani.com/teodora propone risposte e semplici soluzioni per essere sempre più visibili.

Meglio smettere di usare lo smartphone a letto

smartphone lightConsulti lo smartphone prima di andare a letto? Si tratta di una cattiva abitudine perché gli schermi a led dei nostri telefonini sono nemici del sonno, lo rivelano sempre più studi e sondaggi condotti su diverse fasce di età e in diverse nazioni.

 Sembra che con piu tempo si passa fissando lo schermo con più probabilità si possono avere disturbi del sonno, quali per esempio il prolungarsi del tempo prima di assopirsi.

Ma il bello è che molti di noi probabilmente consultano facebook o fanno l’ultima partita a Candy Crush proprio per rilassarsi ottenendo a quanto pare l’effetto contrario.

Tra l’altro alcuni giochi sembrano creare anche stress e palpitazioni.

 Il nocciolo del problema sta dietro la luce blu prodotta dagli schermi a led che inibisce la produzione di melatonina nel cervello, una sostanza che solitamente viene prodotta in assenza di luce ed è responsabile del sonno.

Inoltre bisogna tenere conta anche dello stress dovuto all’uso compulsivo di internet e dall’enorme quantità di informazioni che la rete ci porta.

Ma se proprio siete dipendenti da questa cattiva abitudine potete scaricare l’applicazione Twilight (solo per Android) che permette di regolare in modo automatico l’intensità di luce prodotta dello schermo in armonia con il ciclo notte/giorno. Per gli utenti IPhone si raccomanda di effettuare questa operazione in modo manuale, visto che ad oggi non esiste ancora alcuna applicazione a riguardo; oppure indossate gli occhiali da sole.

La stessa cosa vale per l’uso prima di coricarsi di laptop, pc, tablet e .. tv.

Per chi invece vuole mettersi in riga, cosa c’è meglio di un bel libro? (Kindle a parte…!!)

(PS: post scritto alle ore 00.34…)

 

Diego Giuriani per SITI INTERNET LECCO

I limiti di una raccomandata

raccomandataLa raccomandata con ricevuta di ritorno consente di spedire un determinato documento importante e del quale si può avere una garanzia maggiore sulla suo sorte di consegna al destinatario oltre che una cartolina che conferma l’avvenuta ricezione.

Ma a pensare bene a quello che realmente accade svanisce ogni tipo di garanzia sul contenuto della raccomandata. Infatti la garanzia si limita alla ricezione di una busta e non riguarda invece il suo contenuto.

Facendo un esempio si può ipotizzare di inviare una lettera di disdetta di un qualsiasi abbonamento, il destinatario al momento della ricezione della busta può sostenere di aver ricevuto un foglio in bianco e anche se il mittente ha in mano la ricevuta di ritorno, essa rappresenta la ricezione di una busta ma non del documento di disdetta.

Per questo non vedo alcun valore di garanzia commisurato al costo e alla premura che si pone nell’utilizzo di una raccomandata.

COME USARE GLI HASHTAG

Consigli su come usare gli hashtag al meglio e sopratutto per non abusarne.

Innanzitutto cosa sono gli hashtag: gli hashtag si creano aggiungendo appunto il carattere # (hashtag) seguito da una parola chiave che rappresenta in modo categorico l’articolo o il post a cui è stato associato hashtag. In sostanza è una etichetta che una volta create diventa un link verso la pagina che contiene tutti gli articoli o i post contenenti lo stesso hashtag.

hashtags

COME USARE GLI HASHTAG

Gli hashtag si usano quindi per facilitare l’individuazione di un post a seguito di una ricerca, quindi includere lo stesso post in un indice contenente altri post affini e legati univocamente dall’hashtag. Perciò se stiamo parlando di una viaggio a Londra si potrà terminare l’articolo con gli hashtag #londra e #viaggi.

 

ABUSO DI HASHTAG

Certo che non avendo chiaro l’utilizzo degli hashtag se ne può fare un uso improprio e di conseguenza abusare di questo strumento, come per esempio quando si creano troppi ( e inutili) hashtag, oppure quando se ne creano di assurdi e troppo univoci fatti da più parole (#primomaggio #allavoro #viaspettiamo ) che possono avere effetto solo se sì è un brand importante che fa comunicazione di massa e in mezzo ci mette anche il suo hashtag (#unmotivoinpiu di enel energia).

 

USO COMMERCIALE DI HASHTAG

Un uso corretto e commerciale degli hashtag è quello di includere un hashtag targettizzato ovvero rivolto al proprio target, quindi potrebbe essere di tipo territoriale o contestuale al segmento di mercato, ma anche qua bisogna stare attenti a non cadere in hashtag troppo generici.

Per concludere direi che hashtag ci sta perché non costa nulla ma non è tutto, in fondo mi sembra che la ricerca attraverso hashtag non sia di uso comune e sopratutto è una tipo di ricerca poco mirata e poco funzionale, certo che se troverà uno sviluppo resta valido e allettante continuare ad usarli fin da ora.

#buonhashtagatutti

AGGIORNARE TUTTO IN UN COLPO SOLO

tutto in un colpo soloHai il sito da aggiornare, hai Facebook, poi c’è il blog, e twitter, la mail da mandare per avvisare della nova news, eccetera eccetera, oggi si può fare tutto in colpo solo.

Grazie a degli script specifici si può programmare di attivare delle sequenze di azioni che sono condizionate da altre, in questo modo si può organizzare una regola che permette di aggiornare tutto in colpo solo, magari partendo dell’aggiornamento di stato della pagina Facebook si può vedere replicato il contenuto appena inserito, sul proprio siti, sul blog, sul nostro profilo, avvisare al contempo con una mail il nostro aggiornamento e tante altre combinazioni.

Oltre che al Publishing questi strumenti di automazione digitale vengono utili anche per scopi differenti, come per esempio il salvataggio automatico delle nostre foto sullo smartphone  in drop-box, o nel nostro drive di Google.

PAGINA FACEBOOK O SITO?!

Facebook-Places-vs-Google-Places1E’ forse maturato il momento di porsi questa domanda poiché tempo ne è passato, risorse ne sono state spese su tutti i fronti e ora è venuto il momento di tirare le somme.

Negli ultimi 2 anni ho avuto modo di osservare l’evolversi dell’interesse di Facebook sul piano marketing da parte di quasi tutti i miei clienti. Giustamente Fb viene identificato come un catalizzatore sociale senza precedenti dove milioni di persone con “un nome e un cognome” spendono diverse ore della propria giornata. Di fatto tutti vogliono una pagina Facebook, tutti spendono tempo e risorse per Fb e ovviamente si dimenticano delle potenzialità di un loro sito web, si dimenticano di Google e dei motori di ricerca.

Fanno più gola 500 fan con nome e cognome che 5000 utenti anonimi stimati con Google Analytics.
E per quei 500 si spende entusiasmo ed energie per pubblicare un post accattivante e cercare di prendere qualche like o commento, mentre i 5000 sul sito continuano a beccarsi le novità dell’anno precedente.

Le aziende stanno regalando a Fb troppe risorse, più di quelle che si merita.

Su Fb si insite di voler comunicare con il più alto numero di fan (già perché di 500 fan che vedranno i tuoi post c’è ne saranno 100 a dir tanto) mentre su un sito c’è ne sono 5000 che ti cercano da soli, arrivano per la maggiore dai motori di ricerca (già perché è ancora qui che si va quando si cerca qualcosa, non sui social network). Se si spendessero ora sui propri sit le stesse energie che si stanno spendendo sui social, avremo siti più aggiornati, più pagine indicizzate (difficilmente google indicizza i contenuti di una bacheca Fb), più serp, più visitatori, più conversioni (ovviamente meno like, meno commenti.. ma chi se ne frega..).

Bisogna riscoprire la cultura di un proprio spazio su internet, un luogo funzionale orientato al contatto (e non all’intrattenimento), internet ha rivoluzionato il modo di comunicare, c’è spazio per tutti, mentre Facebook è l’antitesi di questo concetto perché nel suo “ecosistema” mette delle regole, dei vincoli, si appropria dei nostri dati e li usa a sua interesse.

+ siti – Facebook